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Tutorial Composizione: IL DIAFRAMMA

SECONDO PASSO: IL DIAFRAMMA

Partiamo da questa immagine che descrive molto bene il funzionamento del diaframma e la posizione degli “organi” interni della fotocamere: diaframma, tendina(otturatore), sensore, lunghezza focale dell’ottica.

Immagina di fotografare in prospettiva una serie di oggetti. Nel mio esempio, mettendo a fuoco la tazzina di caffè bianca (punto blù nel disegno) posta a 1/4 della distanza totale di 180 cm, la tazzina rossa in primo piano (punto rosso nel disegno) e gli oggetti sullo sfondo, in secondo piano (punto azzurro nel disegno) sono proiettati otticamente dietro il sensore e davanti. Questo significa che il punto blù (tazzina bianca) è a fuoco perfettamente mentre gli altri due punti, davanti e dietro il punto focale, risultano sfuocati.

 

 

 

     

 

 

 

 

 

 

sfondo   • tazza bianca   • tazza rossa

Ti faccio un esempio fotografico concreto per capire bene il concetto della profondità di campo. In questo esempio, con la chiusura del diaframma, ti mostro come aumenta la nitidezza su tutti i particolari, davanti e dietro il soggetto a fuoco (messa a fuoco sulla tazzina bianca). Lo puoi ripetere anche tu a casa tua.

  • Fotocamera su cavalletto, fuoco sulla tazza bianca a circa 50 cm.
  • Tazza rossa a circa 25 cm dalla fotocamera, oggetti sullo sfondo a circa 170 cm.
  • Obiettivo utilizzato 70 mm Canon – partenza diaframma aperto, arrivo diaframma chiuso (f/2,8 – f/4 – f/5,6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROFONDITÀ DI CAMPO

 

 

 

 

 

 

Come puoi vedere in questo disegno, chiudendo il diaframma il cono di luce che arriva sul sensore si stringe. Il sensore è posto sul punto focale. Questo comporta la diminuzione del diametro dei cerchi di confusione. Nel particolare a dx si può vedere che più si stringe l’angolo del cono più diminuiscono i cerchi e aumentano quelli accettabili (per cerchi accettabili s’intende un punto sulla fotografia (fatto di pixel), che l’occhio umano percepisce nitido).

Questo effetto di nitidezza, con la chiusura del diaframma, è la Profondità di Campo.

Il diaframma svolge così due funzioni:

una tecnica di controllo dell’intensità di luce e una linguistica di composizione. Con f/2,8 sai che puoi isolare il tuo soggetto, oppure avere tutto nitido con f/16. Queste tecniche ti serviranno quando stai fotografando una scena e vuoi trasmettere il tuo messaggio emotivo e indirizzare l’attenzione su dei particolari che tu reputi importanti.

 Considero scontato che tu sappia compensare la chiusura del diaframma con l’allungamento del tempo di posa. In queste riprese si lavora in manuale o in AV (priorità di diaframma) di solito su cavalletto. Capita molto spesso che il tempo di posa si allunga anche per diversi secondi. Dovrai quindi valutare anche l’effetto del mosso se il soggetto si muove.

Ora, per un confronto visivo, ti propongo alcuni scatti di paesaggio, ritratto e still life: uno con diaframma chiuso e uno con diaframma aperto. Come noterai la scelta dell’apertura del diaframma ha una funzione compositiva e ti permette di mettere in evidenza gli elementi che per te sono espressivi e hanno un messaggio.

Attenzione, prima della scelta del diaframma devi scegliere l’ottica che ritieni più adatta all’inquadratura: grandangolo, normale, piccolo tele o teleobiettivo. Devi imparare a immaginare la foto prima di scattare perchè ti suggerisce l’ottica giusta.

Federica ritratta nel mio studio con f/16 e tempo di 1/160 (flash). Ottica 150 mm. Nota la plasticità del volto. Foto in stile pubblicitario esaltante la bellezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giulia. Servizio per un manifesto sulle ragazze madre per conto della ONLUS. f/4 con 1/20 di sec. Da notare la diversa atmosfera: luci artificiali, la strada di notte, la grana. La foto doveva trasmettere turbamento e solitudine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una foto di paesaggio invernale verso il tramonto, a Claut, mentre il sole scioglieva la brina sul prato uscendo da dietro le montagne. Cavalletto per poter avere a fuoco l’erba in primo piano, l’albero e la montagna. f/16 – 1/60. Ottica grandangolare, un 24 mm Canon.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scorcio di un raponzolo di roccia ma con l’inclusione di un po’ di paesaggio. Il diaframma aperto e l’ottica di 100 mmm hanno permesso la sfocatura della montagna di fronte. Al posto del fiore poteva esserci anche un chiodo col moschettone e la corda o il profilo di una persona ecc.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine ti propongo il paragone tra due still life, il mio lavoro da studio. Costruito la scenografia in studio, in stile adventure, si voleva tutto a fuoco. f/16 luce con filtro ambra per simulare il tramonto, tempo 2 sec.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo esempio, food, per stimolare l’apetito. In questo caso per un cliente che distribuisce cibo, la concentrazione doveva andare sul prodotto reso il più appetibile possibile. f/4 con 1/125 di sec. Luce riflessa. La sfocatura ha reso la scena più morbida e golosa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie per l’attenzione.

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