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DIALOGO CONFIDENZIALE CON I FOTOGRAFI

La gioia di ogni fotografo artista è di portare un contributo alla crescita di se stesso e degli altri.

Non me ne voglia qualche animo sensibile se ho deciso di essere schietto.

La premessa per emergere nell’era delle immagini è avere una forte personalità e un taglio personale nel proprio lavoro.

Negli ambienti artistici non ci si impone imitando le mode e la tendenza.

Negli ambienti commerciali devi saper interpretare, in modo diverso, i prodotti di sempre, adattandoli alle tendenze, fenomeno costante di ogni cambiamento sociale. Le foto di prodotto su fondale, che davano lavoro a molti fotografi, sono scomparse con l’evoluzione della fotografia digitale, photoshop e il rendering 3D. Fatto salvo i brand di alta qualità, che si avvalgono di fotografi noti dello still life, il resto dell’industria utilizza il fai da te e i free lance a buon mercato o non in regola.

Le tue foto lasciano il segno quando sono il prodotto visivo di un percorso interiore, di una sensibilità che vede cose che gli altri non vedono.

Ognuno, se fa il fotografo, deve saper fare una distinzione fondamentale che lo può costringere ad una scelta etica di tipo personale. Quantomeno è importante esserne consapevoli, poi ognuno, con l’esperienza, capirà qual’è la cosa giusta da fare.

La distinzione è tra un lavoro di tipo commerciale e un lavoro di tipo personale, artistico.

La confusione tra questi due generi è frequente e non sempre facile da gestire; può portare a frustrazione anche se raggiungiamo una certa notorietà e ci viene riconosciuta una grande professionalità.

Le lodi degli altri non ci appagano se non siamo in sintonia con noi stessi, se non siamo noi, per primi, ad essere soddisfatti di quello ce facciamo.

Se rimaniamo catturati dalle lodi che ci piovono addosso non c’è scampo, non c’è crescita personale e, di conseguenza, facciamo le foto che piacciono agli altri, magari foto tecnicamente impeccabili, effetti sensazionali…ma foto senza anima e non saremo felici.

Senza anima sono quelle foto che soddisfano solamente i canoni estetici di tendenza e il mercato del business. Belle, perfette, creative ma impersonali.

Se uno sceglie di fare fotografia commerciale è preferibile per la sua salute, che sia consapevole che sta lavorando sulle illusioni, che lui stesso sta creando illusioni. Significa che deve “servire” il mercato dei consumi, magari con uno stile, imposto dalle agenzie, che piace alla massa.

QUAL’E’ IL TUO ATTEGGIAMENTO MENTALE?

  1. A) Vuoi entrare nel mercato del business, in uno dei tanti generi fotografici (fashion, pubblicità, still life, reportage, wedding, ritratto ecc) e vuoi offrire i tuoi sevizi a pagamento.
  1. B) Hai qualcosa di personale da dire, un forte impulso interiore che ti spinge a indagare e interpretare la realtà in modo da creare una connessione psicologica ed emotiva profonda, con l’osservatore che guarderà le tue foto, per una crescita spirituale reciproca.

Nel primo caso (A) la cosa migliore da fare è identificare il genere preferito, nel quale ci muoviamo meglio e ci sentiamo a nostro agio.

Di solito è quello che quotidianamente attrae inconsapevolmente la nostra curiosità e il nostro interesse: ritratto, matrimonio, reportage, moda ecc.

Una volta identificato il proprio genere si devono studiare molti fotografi dello stesso genere… con un po’ di ricerca e tanta pazienza e molta esperienza sul campo si costruisce la professione.

Nel secondo caso (B) la cosa migliore da fare è ascoltare se stessi. Sentire quanto ci “disturba” l’esigenza psicologica di seguire la nostra voce interiore. E’ molto personale, non è mai facile e scontato, può essere una rivelazione improvvisa, un incontro con una persona speciale, un esperienza fuori luogo, un viaggio, una visita ad una mostra.

Io, a 23 anni, sono stato sedotto dalla magia della camera oscura: la luce rossa, l’odore un pò acre del bagno di sviluppo, la bacinella di plastica rossa con ­ bagno di fissaggio. Whaoooooo che orgasmo. Photoshop saprà restituirlo?

2 thoughts on “DIALOGO CONFIDENZIALE CON I FOTOGRAFI

  1. I don’t even know the way I ended up right here, but I thought this put up was once great. I don’t recognise who you might be however definitely you are going to a well-known blogger if you happen to aren’t already. Cheers!|

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