LA GABBIA: IDENTITÀ E OMOLOGAZIONE

LA GABBIA: IDENTITÀ E OMOLOGAZIONE

Luglio 2019: mostra presso l’ex Manicomio S. Osvaldo di Udine

La “Gabbia” è l’espressione simbolica sia della funzione “Contenitiva” che ha avuto il vecchio manicomio nei confronti del diverso, sia del “Condizionamento” psicologico dell’uomo nella civiltà moderna.

Un tempo la “Gabbia” era il luogo di contenimento delle persone considerate pericolose, diverse, inutili alla civiltà (i matti). Oggi la “Gabbia” è il modo in cui ti è stato “insegnato” a vivere nella nostra civiltà. Non ci sono individui pericolosi da rinchiudere, ci sono invece uomini innocui, omologati, utili solo a servire un “sistema” non pensato e costruito per l’individuo.

Fin dalla prima infanzia, traumi e condizionamenti educativi riducono in modo drastico il dialogo interiore con il proprio io autentico, costringendo il bambino a modellare, tra un divieto e l’altro, un’altra identità, un “falso io”: il “Tu”, che gli permette di “essere adulto” secondo gli schemi definiti da altri (definiti da chi? E perché? non si sa.), che accetta per rassegnazione, o perché crede solo in ciò che gli è stato insegnato a credere, o per paura, senza mai avere il coraggio di disobbedire o di chiedersi semplicemente se gli piace la vita che fa.

“Il Tu è l’immagine che ciascuno di noi dà di se stesso ai cosiddetti ‘altri’, che è determinata soprattutto da ciò che noi crediamo che quegli altri vogliano vedere e pensare di noi.” Igor Sibaldi

Per ognuno di noi, senza eccezioni e senza distinzioni sociali, il Tu è dunque una “Gabbia”, l’ostacolo da superare per riconnettersi con se stessi e scoprire talenti nascosti e nuovi orizzonti di conoscenza.

 

La vera morte oggi è la Normalità,

 

 

 

 

 

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