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Tutorial composizione: LUNGHEZZA FOCALE

Dopo aver parlato del diaframma e dell’otturatore con lo scopo di farti comprendere che non sono solo strumenti tecnici di controllo della luce ma soprattutto codici essenziali del linguaggio fotografico passo agli obiettivi e alla prospettiva, due elementi che insieme al diaframma e all’otturatore consentono di scrivere per immagini.

 OBIETTIVI E PROSPETTIVA

 Decisa la scena da fotografare devi scegliere l’obiettivo e il punto di vista; l’obiettivo ti permette di isolare gli elementi che desideri e la prospettiva è il tuo punto di vista.

Per esempio se fai un ritratto usando un 50 mm a media distanza, collochi nell’immagine anche una piccola porzione dell’ambiente che ti aiuta a descrivere il soggetto. Se invece vuoi concentrare l’attenzione sul soggetto, isolandolo dal contesto, usi un tele che ti permette di sfuocare lo sfondo. Naturalmente il diaframma deve essere aperto per ridurre la profondità (vedi il diaframma). Se vuoi far prevalere l’atmosfera particolare dell’ambiente, scegli un grandangolo.

Il 50 mm restituisce la visione dell’occhio, osservi ciò che accade attorno di te (campo medio), mentre col 200 mm è come se tu guardassi il soggetto, a una certa distanza, da spettatore inosservato, isolandolo come un monumento. Con il grandangolo entri nella scena e ti muovi al suo interno interagendo con il soggetto.

Scelto l’obiettivo, devi prendere in considerazione soprattutto la possibilità espressiva del punto di vista, perché la prospettiva dipende solo dal punto di vista e non dalla lunghezza focale.

Prospettiva significa riprendere il soggetto dall’alto, dal basso, da destra o da sinistra; significa avvicinarsi o allontanarsi dal soggetto. Quello che cambia è il rapporto di grandezza tra gli oggetti che entrano nella scena. Nel prossimo tutorial parlerò delle regole auree della composizione che ti permettono di posizionare in modo equilibrato gli oggetti e gli orizzonti all’interno dell’inquadratura.

OBIETTIVI

In aggiunta a quanto già detto in precedenza, gli obiettivi si distinguono per lunghezza focale e luminosità. Si parte da grandangoli di 8 mm fino al tele di 400 mm passando attraverso il 24, il 35, il 50, l’85, il 100, il 135, il 150, il 200, il 300 ecc.

Indico queste focali perché sono quelle utilizzate nelle situazioni più frequenti; per scopi specifici, ad esempio nella caccia fotografica, sono utili i tele più spinti come il 600 mm o il 1200 mm a seconda del genere di foto e di animali che dobbiamo fotografare. In generale più lunga è la focale minore è la profondità di campo perché il tele ingrandisce il soggetto. Il grandangolo lo rimpicciolisce e mantiene una grande profondità di campo anche a diaframmi aperti (3,5-4-5,6). La luminosità è essenziale se fai il reporter o nei ritratti con sfocature omogene e intense. Si parte da f/1,2 – f/2,8, sono obiettivi che hanno un costo più alto per la loro complessità tecnica. Normalmente si parte da f/4.

La scelta dell’obiettivo, alla fine è determinata da due motivi fondamentali: dal BISOGNO, se c’è poco spazio per la ripresa (grandangolo) o se sei troppo lontano dal soggetto (tele) e dalla SCELTA ESPRESSIVA che vuoi imprimere alle tue foto (vedi l’inquadratura).

Le ottiche macro o ibride come alcuni obiettivi, servono per fotografare le cose piccole; ti permettono di avvicinarti a pochi cm dal soggetto raggiungono un rapporto di riproduzione di 1:1, permettendoti di riempire il fotogramma. Sono usati soprattutto nella fotografia di fiori e insetti e negli still life. Le due più utilizzate in commercio sono il 50 mm e il 100 mm macro. Ci sono altri obiettivi speciali per usi specifici. Per esempio chi fa architettura può disporre di ottiche decentrabili che gli consentono di raddrizzare le linee verticali convergenti. Ma sono ottiche costose e per lavori molto speciali.

OBIETTIVI

L’obiettivo agisce come una lente convergente (la comune lente d’ingrandimento) e la sua funzione è quella di far arrivare un immagine nitida sulla pellicola o sul sensore. La Lunghezza focale è la distanza tra il centro della lente e il piano focale, dove convergono i raggi. Tutto qui ciò che conta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo esempio molto semplice puoi vedere come all’aumentare della lunghezza focale aumenta la grandezza del soggetto proiettata sul sensore. Più lunga è la lunghezza focale (teleobiettivi) più grande è l’immagine del soggetto sul sensore. Questo ti permette di avvicinare soggetti lontani oppure di isolare il soggetto per metterlo in evidenza.

Con degli esempi fotografici sei in grado di percepire ancora meglio gli effetti espressivi che si possono ottenere con le diverse lunghezze focali degli obiettivi. Naturalmente il tema della composizione è molto vasto e necessita di un corso completo ricco di esempi.

Elenco le foto con i dati tecnici degli obiettivi, per farti cogliere il diverso contenuto espressivo. Mi farebbe piacere il tuo commento.

Partiamo dal grandangolo per arrivare al tele di 200 mm.

super grandangolo nikon 14 mm – f/3,2 1/50 – ISO 200

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prospettiva centrale. Le linee del muro di sinistra e quelle dei gradini della casa convergono verso il centro. E’ una prospettiva statica, simmetrica. I due soggetti principali sono l’asino carico di mattoni e il bambino che mangia sulla porta di casa. Tra di loro c’è un certo equilibrio formale per trasmettere l’idea che gli animali contano quanto gli uomini. Il grandangolo simula la presenza viva del fotografo dentro la scena.

super grandangolo nikon 19 mm – f/2,8 1/125 – ISO 400

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come sopra. Anche qui le linee convergono ma non verso il centro. La prospettiva è più dinamica. Si è colto un momento delle attività giornaliere della gente in un paese dell’India indaffarati nei loro interessi lungo una via di negozi. Notate la grandezza dell’uomo in primo piano rispetto all’uomo che gli va incontro come rende l’idea del movimento accentuato dal senso di marcia ortogonale della persona che attraversa la galleria. Questo è il colpo d’occhio e gli elementi sono in giustapposizione tra di loro (potrebbe essere la scena di un set cinematografico).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

grandangolo nikon 24 mm – f/6,3 1/320 – ISO 800 

Grandangolo a distanza ravvicinata per questo ritratto molto intenso. Prospettiva decentrata per mostrare cosa sta aspettando la persona. Le linee delle finestre e della fascia colorata del vagone guidano l’occhio verso il volto che si staglia anche per contrasto cromatico.

teleobiettivo nikon 200 mm – f/2,8 1/125 – ISO 200 notate la differenza  narrativa dei due ritratti?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mentre con il grandangolo si evidenzia il contesto dove si svolge la scena con il tele si estrae il soggetto dalla scena facendo concentrare l’attenzione sullo sguardo e su altri segni che ne descrivono la personalità. Qui si parla del ragazzo, nell’altra si parla di una condizione sociale.

normale nikon 50 mm – f/5,6 1/200 – ISO 320

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto divisa in due campi cromatici: l’india e l’occidente. Una contrapposizione di forme significanti che raccontano due mondi a velocità diversa.

medio tele nikon 75 mm – f/4 1/250 – ISO 200

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pausa meditativa sul fiume. Altro esempio che descrive uno stile di vita diverso da quello occidentale. In queste ultime tre foto il fotografo vuole trasmetterci la sua impressione sul diverso modo di vivere.

teleobiettivo nikon 200 mm – f/3,2 1/250 – ISO 250

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota come dalla sensazione di trovarti dentro la scena (grandangolo), piano, piano, ti stacchi fino a diventare un osservatore esterno che fa delle annotazioni personali (tele).

Ora con queste ultime due foto vediamo il concetto della prospettiva. Cambiando focale si riduce o si allarga l’inquadratura ma il punto di vista resta lo stesso. Per cambiare la prospettiva bisogna cambiare posizione: in alto, in basso, più vicino o più lontano, a destra o a sinistra. Prospettiva significa lavorare sulle proporzioni degli elementi della scena. Significa che una volta deciso l’obiettivo dobbiamo decidere le proporzioni degli elementi e questo lo fai solo spostandoti fisicamente.

canon 65 mm – f/5,6 1/250 – ISO 200

 

 

 

 

 

 

 

 

canon 35 mm – f/7,1 1/200 – ISO 200

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota il diverso rapporto di grandezza della chiesetta con le montagne e la profondità della seconda. Ho cambiato la focale da 60 mm a 35 mm, e mi sono avvicinato per esasperare la dimensione. Se non mi fossi spostato prova ad immaginare la prima foto, ancora più lontana, ma con le stesse proporzioni tra chiesa e montagne. Nella prima la chiesetta è parte dell’ambiente. Un paesaggio all’inizio dell’ampia val Cimoliana. Nella seconda la chiesetta prevale nella scena ed inizia ad avere una importanza espressiva diversa su quello che si vuole comunicare. Per esempio Si evidenzia il peso emotivo che la chiesetta poteva avere per il valligiano che andava a lavorare nei boschi rischiando la vita ogni giorno.

 

Alla prossima settimana con le regole della composizione.

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